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Cara mamma,

non so se sei fiera di me, di quella donna che mi sono dimostrata essere durante quest’anno. Dove ho sicuramente sfoggiato, tra tante, la mia maschera più brutta. Ma durante questi ultimi giorni, quelli dei buoni propositi e delle promesse, mentre mi facevo un esame di coscienza riguardando le mie foto ho capito… 

ho capito che …

La giusta dose di dispiacere e delusione ti fa apprezzare di più la bellezza delle cose che non hai avuto il coraggio di vivere appieno. 

Il 2018 è stato quello delle parole non dette, di progetti e promesse spezzati; delle relazioni incomprese. Ma è stato anche quello delle soddisfazioni lavorative, dei viaggi che riempiono gli occhi di vita e degli orizzonti senza confine. 

Quanto è stato difficile trasformare la felicità di un 2017 florido, nella consapevolezza di sopravvivere in un 2018 di alti e bassi. 

Dopotutto ho visto posti bellissimi, da sola e in compagnia delle persone che più amo al mondo. Sono stata a -13 gradi in una fredda Svizzera e poi avvolta in una bella pelliccia e dal fascino della grande Mela; in estate e in inverno.

E…

A spasso per l’Europa scoprendo una romantica Tirana, un’inesplorata Georgia ed una Bellissima Grecia; da Corfù a Mykonos. Mi sono persa due volte nella moschea bianca ad Abu Dhabi, ho vissuto l’atmosfera più bella di Dubai ai piedi del Burj Khalifa illuminato a mezzanotte, fino alle dune del deserto. 2018 l’anno dello Sceicco Zayed ma non il mio.

E poi…ancora…

Ho amato la popolazione del sorriso, ho imparato a viaggiare senza paura anche quando ero sola o non conoscevo i miei compagni di viaggio. In bilico sulla punta di una barca a Trat, nella foresta delle Magrovie. Ho scoperto che il mare della Thailandia cambia colore tre volte durante il giorno e che le persone dal cuore grande ti aiutano nel momento del bisogno anche se ti conoscono da pochi giorni. Ho imparato a farmi voler bene in poche ore, ad affezionarmi alle persone e mantenere i rapporti con chi ho visto solo una volta durante un’avventura oltre oceano.

Ho volato dagli Emirati alla Polonia e corso su una moto tra i campi incontaminati, sfidato la paura su un motoscafo quando il mare era mosso e l’adrenalina a mille. 

È stato l’anno delle sfide, per trovare il coraggio di non andare in panico quando perdevo l’aereo all’ultimo minuto, quando mi hanno perso la valigia, quando ho rischiato volutamente di perdere chi amavo davvero, quando ho dovuto dare risposte e detto cose che non avrei voluto dire. E della totalizzante fiducia negli altri, per sostenere il dolore, per spalleggiarsi, per condividere tutto ciò che avevo cercato di celare per pudore, timore e rassegnazione fino a scoppiare.

Sono stata a Nizza per raccontare davanti ad un’intera azienda chi fossi e in cosa consisteva il mio lavoro. A Manchester ho aspettato una risposta per tre giorni. Ho fatto nuovi incontri, alcuni molto belli, altri meno ma ho perso la cognizione del tempo e ho rincorso i segni del destino. E poi Parigi in autobus, Sofia da rivalutare, la bella Sardegna piccole per sempre, bionde più che mai, tra sole e mare.

Una serie di via vai e di vite che si sfiorano tra aerei e aeroporti. Dentro e fuori dall’Italia: #línelmadeinitaly. Tra linee rette e zig zag. Senza voler mai tornare a casa, in fuga da me stessa. Sempre senza smettere di emozionarmi. Mi sono amata, mi sono odiata, ho riso, ho pianto e ho trepidato. Ho desiderato il caldo in inverno e il freddo in estate. Pianto col sole e riso con la pioggia. Ho sperato per un momento di poter non essere me. E capito che se la tentazione è bellissima il peccato non può esistere senza un’espiazione. Così ho espiato…

Ho raggiunto tutti i miei obiettivi prefissati, con i piedi che affondano nella sabbia fina delle Maldive. Un mare cristallino, vicini e poi lontani: Con lui. E la formazione, in cui ho investito tutto, la vita da pendolare, la lontananza dalle mie figlie e la paura di andare avanti da sola mentre gli altri restavano indietro. Mentre tutti i miei affetti restavano tra le mura invisibili di una città di provincia. Tra la nebbia grigia che ti offusca gli orizzonti e io non riuscivo a vedere quei confini, li ho scavalcati con la paura di restare sola; sola contro tutti. Ma soprattutto contro me, io che amo, amo incondizionatamente. Libera, senza vincoli e con la necessita di non avere mai nessuno a legarmi a dirmi cosa fare, dire o pensare.

E quanti baci… ma a conti fatti…

Ogni minuto è un ricordo e anche la confusione degli ultimi giorni che si è spenta al passaggio di un altro Natale senza di te; mi hanno forgiato. La consapevolezza di non poter portare con me tutte le persone che vorrei un po’ mi duole ma …

So che mi aspettano nuove emozioni, avventure e storie da raccontare. Personaggi bellissimi che alimenteranno i miei nuovi racconti e la certezza di nuove delusioni da affrontare. Sarà quel che sarà ma l’entusiasmo di iniziare qualcosa di nuovo mi dona speranza. Ho pensato per un momento che mi avevi abbandonata ma poi mi hai mostrato che non era così, eri solo nascosta in quella sottile linea, dove sorge il sole sopra le nuovole. Ti ho vista in lontananza mentre tornavo da Mosca, ti sento vicina. E con te alle spalle, invisibile ma sicura penso: che ce la siamo giocata fino alla fine.

Addio 2018, sei stato quel che sei stato ma è stato un piacere farmi mettere alla prova da te.”

 

La Tua Bettina

 

 

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Elisabetta Bertolini

The author Elisabetta Bertolini

Nata a Cremona nel 1987, Elisabetta Carlotta Bertolini è una blogger e influencer appassionata e fantasiosa, sempre attenta alle ultime tendenze della moda. Diplomata al liceo artistico, alterna la sua vita da blogger fashionista a quella di dolce mamma della piccola Gaia. Il suo blog nasce nel 2013, esattamente il 27 marzo, e in soli due anni si afferma come uno dei più seguiti a livello nazionale e internazionale.

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