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25 Agosto, la data giusta per uscire un attimo dal mio nido di coccole e silenzio e dire la mia. Da più di un anno ho deciso di non  pubblicare post polemici, sui social o sul mio stesso blog. Perché, a seguito di mie esperienze personali traumatiche ho generato in me un cambiamento. Per questo motivo, credevo che dare spazio a storie di moda, viaggi e vita vissuta fosse davvero più importante. Sono stata zitta e ho osservato, ma da un anno a questa parte ho letto tantissime colleghe, che più o meno stimo, lamentarsi e polemizzare su quello che va o non va in questo “mondo” e poi continuare a fare lo stesso. Così, per lanciare la cosiddetta “bomba inesplosa”.

Per quanto mi riguarda: vuoi, per una cosa o per l’altra, durante l’anno “lavorativo” non ho tempo di lamentarmi di nulla; perché mi viene più spontaneo condividere la vita: la mia. Eppure ci sono tantissimi sassolini raggrumati tra le suole delle mie scarpe. E questi sassi, vorrei tanto poterli tirare fuori una volta per tutte. Perché quello che vedo non mi piace. Perché vorrei fare un po’ di pulizia. Ma questa volta non di contatti come dite voi (non l’ho mai fatto anche se dovrei), non di follower fake (dovrei anche in questo caso) ma di cattive maniere, diseducazione e molto altro.

Io lavoro, è vero, lavoro moltissimo nel digital, mi posso togliere qualche soddisfazione anche se preferisco restare umile. Perché non mi interessa vantarmi di una collaborazione o di un progetto, se tanto il giorno dopo ne arriva un altro ed un altro ancora. Preferisco di volta in volta viverli, trovare il nesso tra un brief in pdf e quello che io davvero voglio raccontare, far venire alla luce qualcosa di me. Parlo di me, ma non è del tutto vero, non di me soltanto. Perché molte volte sugli schermi degli smartphone vedrete anche le mie bambine, mio marito e addirittura il mio cane. Anche loro fanno parte di tutto questo ed è una mia scelta metterli, per così dire, in mostra. Lavoro duro? #vitadablogger? non mi piace nascondermi dietro ad un hashtag che possono usare tutti. Io credo di essere molto più di questo.

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VITA DA BLOGGER TRA SCREENSHOT E BUGIE INIZIAMO A DIRE LA VERITA’ 

Cosa vuol dire “vita da blogger” è una vita diversa da quella che ha una persona “normale”? Noi dovremmo raccontare la normalità, senza strafare, senza perderci in chiacchiere sterili. E sopratutto senza diventare ogni volta uno stereotipo assurdo. Tutte uguali, tutte con lo stampino. Un tempo avere il proprio carattere, il proprio bisogno di dire qualcosa di diverso ma logico, faceva delle persone dei simboli. Per chi assimila la “vita da blogger” al bisogno di essere un simbolo allora ha sbagliato in pieno.

Posso fare mille esempi di ragazzine che si svegliano al mattino e decidono di rinominare tutte le proprie foto con l’hashtag #fashionbloggerfamose o #fashionbloggeritaliane o addirittura #topinfluencer. Nella ricerca online google non controlla chi lo è davvero, è solo una ricerca di parole, più o meno indicizzate che porta a trovare una soluzione; la risposta potrà essere più o meno quella che vi interessa davvero. A quel punto, potrete fermarvi ed accontentarvi, oppure cercare di nuovo, e poi di nuovo e di nuovo ancora…

Quello che credo io è che molte volte si tratta di “personaggi” copia ed incolla, con il lessico scombinato che credono che sarà un etichetta a fare la sostanza. Ma io credo ancora nella verità oltre che nella meritocrazia e nell’impegno. In qualità vera e premi in base al lavoro svolto.Funziona così anche al supermercato no? Più acquisti, più punti accumuli e alla fine dell’anno puoi contare quanti punti hai ottenuto ed a quel punto calcolare se sono abbastanza per acquistare il televisione che tanto sognavi oppure la vacanza alle terme. Così dovrebbe essere in un mondo pulito dove le menzogne non esistono. Ma così non è…

Io, forse sono tra le poche persone che crede nel lavoro. Che investe nel suo lavoro e che si reinventa giorno dopo giorno con creatività. Passo ore a pensare a come scrivere una frase. Cerco l’ispirazione nella mia vita di tutti i giorni. Viaggio, non perché va di moda. Forse in molti, vi sarete accorti che questo non è il periodo migliore per fare la valigia, visto molti accadimenti terroristici e non solo. Però, il rischio fa parte del gioco. Non viaggio, sicuramente perché lo fanno tutte. Da un po’ di tempo a questa parte tutte viaggiatrici le fashion blogger. E mi immagino i veri travel blogger cosa diranno di noi. Non voglio uscire fuori tema ma a volte credo che il fulcro del discorso sia che ci influenziamo tra di noi.

Heart gesture.

TIP TOP TAP WEB INFLUENCER

Influencer, chi ha inventato questa parola è il degno compare di chi ha forgiato la parola petaloso. “Petaloso” dopo un po’ aveva stufato tutti, si può dire lo stesso di influencer. Un aggettivo che viene usato senza un vero senso logico. E la lotta a sgamare i follower falsi delle altre blogger competitor vi ha offuscato la vista. C’è più interesse nel fare questo che nel postare contenuti di qualità e nel recriminare gli errori degli altri senza guardare i propri. Qualcuno diceva che la verità viene sempre a galla, ma se anche non fosse io preferisco pensare a fare bene quello che faccio io, senza continuamente guardare gli altri. Ammalarmi per questo, smettere di vivere e di sentirmi quello che sono per le scelte degli altri e per i risultati altrui.

Nonostante tutto, io non ho mai detto niente, ma del resto viviamo in un mondo nel quale alcuni talkshow hanno fatto della polemica un business, io vorrei che fosse lo stesso per l’educazione. Credo che avere stile significhi tante cose. Non farò una lista della spesa, ma mi piacerebbe dirne un paio con beneficio di causa. Mia madre mi ha insegnato che quando qualcuno ti saluta è educazione ricambiare. Nel 2016 è educazione ricambiare una collega blogger che ti segue sui social facendo lo stesso. Non occupa troppo tempo schiacciare un pulsante; più o meno lo stesso tempo di quando metti il tuo “mi piace” agli status polemici ed assurdi di altre blogger. Durante le fasi della mia vita, all’asilo ad esempio, ho imparato che il gioco di squadra è la cosa più bella che un bambino possa imparare. Lo insegnano anche a scuola, collaborare insieme, impegnarsi per un fine unico ed indivisibile ti regala una soddisfazione che ben poche altre riescono a darti. Ma nel mondo in cui un mi piace è paragonabile alla goduria di mangiare un pasticcino, anche questo non accade. Io, con la mia voce fuori dal coro e gli occhi belli fissi ho visto persone abbracciare e confrontarsi con altre e poi sparlargli a dietro. Gente schierarsi, screenshot da tutte le parti, ma per cosa?

Non passerò da fanatica del perbenismo se dico, che nella vita ci sono cose molto più gravi di quelle, per le quali molte blogger piangono e si lamentano. Io stessa, sono tra quelle che fa questo genere di errore. Ma a volte sei esausta, perché? La frustrazione di non fare abbastanza è un colpo davvero basso al nostro ego. E allora con la tua frustrazione, ben ancorata addosso, accusi altri di fare peggio di te! Ma perché? Quale cattiveria spinge un essere umano a postare e pubblicare una conversazione privata di un altra persona che ti sta, in quel momento facendo una confidenza? Una cosa subdola, io non l’ho mai fatto. Le mie amichette delle scuole medie non l’avrebbero mai tollerato, sarebbe stato un simbolo di vergogna, tradire un amico!

Mi confronto, con alcune fashion blogger che stimo molto. E con stima intendo che sono in linea sia con il mio modo d’essere che con i concetti di educazione di base (perché si tratta di base, non di galateo impegnato) e non solo, che vorrei un domani insegnare alle mie figlie che si apprestano in fase adolescenziale a diventare donne. Dico di base perché? Non fraintendetemi ma è la mia richiesta minima per andare d’accordo con qualcuno. Non pretendo grandi saluti, abbracci ma un ciao, un sorriso, una stretta di mano. La professionalità, che a quanto pare si è persa.

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PROFESSIONALITA’ E AMICIZIA

Scindiamo per bene le due cose. Ma in entrambi i casi si parla di educazione, anche in fase di conoscenza. Non è chiedere troppo se io mi affaccio a te in un certo modo e dall’altra parte ho un muro che urta la mia sensibilità. Tirarsela non serve a niente, io credo, che quello che faccio io, lo possono fare tutti. E’ calibrare l’impegno che ci si mette nel fare ogni singola azione, quello è decisamente più difficile. Forse sono ragionamenti complessi ma tutto questo per dire che, non sono quella dalle troppe pretese. E’ venerdì sera, sono a casa, in pigiama da tutto il giorno e ora ho deciso di scrivere questo post. Perché? perché sono stanca. Stanca di vedere ingiustizie una dietro l’altra. Di sentire stupidaggini legate al mondo del blogging. Noi prima di essere blogger siamo persone. Io sono Elisabetta Bertolini, non sono una santa e tu? Tu chi sei?

 

Facciamo così:

Io sono Elisabetta Carlotta Bertolini, vivo a Cremona e non a Milano, amo la mia casa anche se è sempre disordinata e un po’ sporca. Ho due bambine ed un cane, un marito che si spacca il culo in fabbrica ogni giorno. Non ho più una mamma ma ho un papà che si fa in quattro per noi. Appena fuori dalla mia famiglia ci sono un sacco di buchi neri e solchi, come li affronto? Li ignoro, guardo quello che ho dentro casa e, se viaggio, semplicemente prendo una strada alternativa che li eviti. La mia vita è iniziata in salita, ma non mi lamento di nulla, anzi ringrazio per le tante cose belle che ho per quelle che farò.

Cosa chiedo?

Chiedo, che tu, blogger, che ti affacci alla mia realtà, tu possa essere, sincera con me. Perché io lo sarò con te al 100%. Perché io credo ancora in tutte quelle cose belle che la vita ci può dare. Forse perché tante volte mi sono trovata dall’altra parte. Perché ho lottato con pungi e graffi sulla pelle per non finire in quel buco nero abissale. Credo ancora negli abbracci, quelli veri, nelle parole confidate per sfogarsi. E vorrei che lo faceste anche voi, tra di noi… lo vorrei davvero tanto.

 

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Elisabetta Bertolini

The author Elisabetta Bertolini

Nata a Cremona nel 1987, Elisabetta Carlotta Bertolini è una blogger e influencer appassionata e fantasiosa, sempre attenta alle ultime tendenze della moda. Diplomata al liceo artistico, alterna la sua vita da blogger fashionista a quella di dolce mamma della piccola Gaia. Il suo blog nasce nel 2013, esattamente il 27 marzo, e in soli due anni si afferma come uno dei più seguiti a livello nazionale e internazionale.

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