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anoressia

Leggo spesso di questo argomento e tutte le volte rimugino se scrivere o no un post. Poi, rimando e non lo faccio mai. Un po’ perché mi fa soffrire parlarne e ricordare, un po’ perché devo ammettere che nell’ultimo periodo non mi sono comportata in maniera molto matura. Non mi fa onore dirlo a 31 anni suonati, ma per una serie di motivi personali ho mangiato davvero poco e sto riprendendo adesso.

Sono malattie, l’anoressia e la bulimia, che, secondo me,  non passano mai del tutto. Dipendono molto dall’umore, dalle crisi del momento, da come affronti male lo stress. Se non hai nessuno con cui sfogarti e ti senti inadatta ad iniziare un percorso di psicanalisi per diversi motivi, cerchi di compensare il tuo nervosismo punendo il tuo corpo in qualche modo. Un po’ come fanno quelle persone, in cerca di adrenalina continua, facendo sport spericolati.

Ecco i disturbi alimentari funzionano un po’ come un mea culpa, quando non riesci a darti le risposte che vorresti. Quando a volte sei troppo orgogliosa e testarda per chiedere e hai paura che gli altri ti chiudano la porta in faccia. Allora si cerca di compensare negandosi il cibo, non per forza perché si voglia dimagrire.

 

hands

 

Sicuramente quando ero un’adolescente voler essere magra come le mie compagne di classe era una delle priorità. Mi ricordo che una volta sono anche svenuta a scuola e mia madre è dovuta venire a prendermi. Ricordo perfettamente che indossavo un paio di jeans di Just Cavalli rubati dall’armadio di mia sorella, al mattino, quando lei non era in casa perché prendeva il treno presto per andare a lavorare a Milano.

In quel momento non mi importava di nient’altro che perdere un’altra taglia. Poi arrivò l’estate, e io dovetti tagliare i miei capelli che arrivavano fino al fondoschiena perché li perdevo. “Hai in testa quattro stoppini” – mi dicevano e soffrivo di Alopecia, non potevo pettinarli, non potevo tingerli, erano deboli perché il nostro organismo ha bisogno di linfa vitale per esistere e se non ti alimenti la prima cosa che perdi sono i capelli.

Poi inizi a perdere i denti. Io ho sempre avuto bei denti però durante quel periodo ne ho persi due, non potevano operarmi perché ero troppo debole per fare l’anestesia così non li ho mai fatti sistemare e mi si sono storti tutti i denti inferiori. Quando su instagram mi commentate le stories e mi scrivete: “Peccato, sei così bella, ma hai i denti storti” – per me sono in segno che mi ricordano che “a fare cazzate” – come dice la mia migliore amica – poi ne paghi le conseguenze.

Se non mangi ogni tanto cadi a terra, le gambe tremano, d’un tratto non ti reggono più e ti trovi sul pavimento senza accorgertene. Lì, dal basso, ti rendi conto che la prospettiva è diversa. Non si può piacere a tutti, io ho deciso di basare la mia vita sulla ricerca della verità, mento solo quando si tratta di queste cose. Minimizzo, chiudo gli occhi.

Quando ero “piccola” cercavo di nasconderlo ai miei genitori, avevo un diario alimentare fai da te, scrivevo quante calorie ingerivo. Mi chiudevo in mansarda e lo compilavo minuziosamente, a gambe incrociate, a testa china, in silenzio e poi lo nascondevo tra vecchi cappotti dove sapevo che nessuno guardava. Povera mamma! Se succedesse una cosa del genere alle mie figlie, io non avrei la forza e né la pazienza per affrontarlo.

 

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Ora che sono grande le cose non sono più così estreme, però mi sento di dirvi che quando mi chiedete come ho fatto a dimagrire dopo le gravidanze, prima con la Gagghy e poi con la Lalletta, io ho iniziato a perdere peso facendo la dieta poi però quando arrivi ad un peso forma, dovresti solo fare palestra per il tono e la muscolatura. Però adesso ho dovuto sospendere anche la palestra perché avevo problemi di tachicardia. Passati quelli sono rimasta un po’ debole, poco appetito e qualche paura irrisolta.

Mi ricordo che da piccola i ragazzini mi dicevano: “devi dimagrire per uscire con me“- poi quando ero magra il problema era che lo ero troppo. E rimanevo da sola a piangere sul cuscino perché non piacevo a nessuno. Poi con il tempo ho capito che quello che piace è il sorriso, l’equilibrio, la serenità: gli occhi di una donna possono parlare e sorridere. Però in quel momento volevo solo dimagrire, ad un certo punto, sono stata sicura di volerlo, per sparire.

Ora, quando mi chiedete come ho fatto a dimagrire, mi sento di dirvi questo. Avevo una taglia 42 e adesso indosso una 40, non perché avessi qualcosa contro la 42. Vi ammetto che è la mia taglia preferita. Però ci sono dei momenti nella vita di una persona in cui ci si sente colpevoli, di quello che si è e di quello che si avrebbe voluto essere. Delle nostre scelte e delle insicurezze. Ci si può punire solo nel modo che si conosce. Io, conoscevo quello…

 

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Tags : anoressiaanoressicabulimiadisturbo alimentareelisabetta bertolinistorie di donne
Elisabetta Bertolini

The author Elisabetta Bertolini

Nata a Cremona nel 1987, Elisabetta Carlotta Bertolini è una blogger e influencer appassionata e fantasiosa, sempre attenta alle ultime tendenze della moda. Diplomata al liceo artistico, alterna la sua vita da blogger fashionista a quella di dolce mamma della piccola Gaia. Il suo blog nasce nel 2013, esattamente il 27 marzo, e in soli due anni si afferma come uno dei più seguiti a livello nazionale e internazionale.

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