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Sono partita per Riccione con un livello di sociopatia pari a 9 su 10. Dove uno sta a pasteggiare con i clochard e 10 sta a reclusione mentale e sociale. 

Perché avevo imparato a prendere dalle persone che mi circondavano solo le cose negative. Facevo una selezione dei contenuti e assimilavo, tramite la mia empatia, solo ciò che mi poteva far stare male; perché io volevo stare così! 

Al mio arrivo in Romagna ho avuto la fortuna di alloggiare in un ambiente accogliente lontano dal casino (Le Case Rosse) in cui poter meditare ed ancorare il più possibile i risultati della formazione, facendoli miei. La signora Rosanna mi ha fatto sentire a casa mia preparandomi le zeppole per la merenda e lasciandomi in camera una piccola cena frugale quando rientravo tardi. Ho capito fin da subito che c’era amore. Tutto quello che viene fatto con amore finalizza altro amore. Ed è lo stesso sentimento che mi porta a scrivere di lei e di ciò che ci siamo dette durante il mio soggiorno in vigna a Tenuta Amalia.

 

IL MIO PRIMA E DOPO

Quando diventiamo succubi di un pensiero ci ossessioniamo e ci facciamo condizionare. Così ero diventata insicura, incoerente, lasciva, provocatoria, 

Scrivevo Frasi come: “A volte mi sento come se avessi suddiviso la mia anima in sette parti e ognuna di queste l’avessi lasciata ad una persona diversa. Adesso vorrei ricomporla, ma non riesco a più a ritrovarle. È come se avessero preso un pezzetto di me fino a svuotarmi…

Incolpavo gli altri di quello che io avevo deciso di diventare. Avevo perso di vista la mia strada, il mio schema logico e quasi del tutto il raziocinio. Quello mai l’ho avuto pienamente ma ora sono consapevole che posso lavorarci. 

Nah, boh, mah, quando iniziamo a tentennare anziché prendere una decisione è perché abbiamo paura di fare qualcosa e quindi iniziamo ad inventare delle scuse per non agire. 

Se qualcuno me lo avesse detto sei mesi fa non ci avrei creduto perché pensavo di dovermi infliggere ogni giorno non solo i miei dolori ma anche quelli di tutti gli altri. Risultato: ero diventata una bomba ad orologeria e quando mi dicevano che sarei esplosa mi piangevo addosso ancora di più.

Convinta di vivere ” Open Mind” ma ero una lagna! Vegetavo e non vivevo! Poi ho capito, se non prendiamo decisioni prima o poi la vita le prenderà per noi. Così ho aspettato che quasi tutti gli altri scegliessero per primi per poi piangermi addosso se non condividevo le loro scelte. 

E non solo, come se non bastasse ero diventata lunatica, un giorno gli altri erano degli stronzi, il giorno dopo la stronza ero io: un vortice di vittimismo che te lo raccomando. 

Poi, ho capito che la vita andava presa con un po’ più di semplicità e che ero brava a complicarmela. Ho capito che non dovevo aver paura a chiudere un vecchio ciclo che non portava ad una crescita e all’evoluzione ma era solo un andarsi bene. Andarsi bene, perché? a chi? Ho trovato nella mia testa il coraggio di chiudere tre cicli e di farne evolvere in meglio altri.

Ognuno ha il diritto di essere felice anche se questo significa andare contro alle abitudini di qualcun altro. 

Ciò che mi ha aiutato a vivere serenamente questo processo è il seguente pensiero che voglio condividere con voi: Prima impari ad accettare che un ciclo si è chiuso prima vedrai che davanti a te si apriranno nuove possibilità di una vita serena e consapevole. 

FINISCE UN CICLO, non finisce la vita. Pensaci.

 

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