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DONNA LIFE: Gosthing e uomo manipolatore come riconoscerlo e scansarlo al primo approccio

Ti scrive solo quando decide lui, visualizza e non risponde, ti guarda le stories ma non interagisce. Ti riconosci nelle mie parole? Ti sarai convinta che: “c’est la vie”. Invece no! Siamo noi, noi che permettiamo agli altri di trattarci (spesso in modo del tutto inconscio e inconsapevole),  come crediamo di meritare di essere trattati. E i manipolatori, i narcisi o dicasi in linguaggio comune: “i bastardi” approfittano delle fragilità di una donna che non conosce ancora il pieno spessore delle sue consapevolezze. 

Come sapete io lavoro su esperimenti sociali, sono una moderna osservatrice che proietta le sue considerazioni sui social raccontando storie di vita vera che ho vissuto sulla mia pelle o sulla pelle di chi mi circonda. Così maturando esperienza diretta riesco a scovare la verità. (seguimi su Instagram @bertolinielisabetta per non perderti gli aggiornamenti in tempo reale)

 

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Come si smaschera un manipolatore seriale? Come si conosce e scansa un uomo che riesce a fare del gosthing il suo stile di vita?

Molto spesso l’esperienza pregressa non basta. Uomini di questo genere creano una dipendenza simile a quella da Nutella, meno positiva, che alla lunga porta all’ossessività cronica e ad uno stato di prigionia mentale dal quale non si riesce ad uscire incolumi. E meno si vuole soffrire e più si tende a punirsi. Ci si punisce perché ci si sente inadeguate, sole e abbandonate. Il profilo è quello di una persona impegnata all’apparenza intellettualmente stimolante che alla lunga inizia a fare discorsi ottusi e che riesce a carpire le tue leve e a spegnere e accendere i tuoi interruttori a suo piacimento. Non è una persona che ha il controllo su sé stessa ma riesce a controllare te; come un’influenza estiva. Non chiederti come faccia: è il primo errore.

Il secondo errore è quello di mettere in dubbio tutto di te. Con la paura di scrivere una frase sbagliata, peggio ancora di sbagliare l’ortografia o la sintassi di una frase che sai per certo essere giusta. Negare l’ovvietà, facendoti perdere di vista la realtà e la concretezza, ovattando i tuoi sensi e mettendo in dubbio il tuo intuito. Queste sono tra le tante prove del fatto che il manipolatore ha fatto centro. Per finire con il dubbio di essere pazza o di avere una malattia grave. Queste le sue verità, non per forza devono essere le tue.

Ma se guardassimo da una prospettiva diversa? Una prospettiva più consapevole, ci accorgeremmo che l’incapacità a relazioni e rapporti non è la nostra ma la sua! Tende a mascherare paure e insicurezze, nonché probabili traumi infantili, assorbendo energie positive dalle donne fino a prosciugarle. E l’orgasmo emotivo di questo tipo di uomo arriva quando non puoi più fare altro che esserne del tutto prosciugata. Solo allora se ne va ma lasciando sempre aperta una speranza di ritorno. E proprio quando raggiungi la consapevolezza di averlo dimenticato torna a farsi vivo ed è un cerchio di stimoli malati e nervosi di violenza mentale cronica.

 

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Siate consapevoli che nasce tutto dall’invidia e dalla frustrazione di non riuscire a trasformare un’intenzione positiva in un percorso di vita cosciente e sensato.

L‘uomo Gosth o il manipolatore vorrebbe essere sicuramente migliore di quello che mostra a te. Ognuno di noi prende decisioni o compie azioni sulla base di un pensiero positivo solo che non avendo gli strumenti adatti per mettere in pratica, decide di indossare una maschera per coprire le sue fragilità. Questo travestimento gli permette di nutrirsi di energie altrui, ovviamente non potendo prenderle da qualcuno di forte le cerca in persone più deboli di lui. Ha come un radar, io lo definisco il radar degli sciacalli che si nutrono dei cadaveri perché non sono in grado di cacciare come i veri leoni.

Scusate la macabra visione dello sciacallo ma se vogliamo stravolgerla in positivo possiamo pensare a una donna che protegge il suo bambino dal maltempo e lo copre sempre di più, sempre di più e in questo modo il bambino è al caldo ma rischia di sudare e ammalarsi per questo. E’ come un gatto che si morde la coda, un cerchio che non ha inizio né fine. Vogliamo davvero ammalarci per una persona più debole di noi?

Capire la sua debolezza è un’arma a doppio taglio, soprattutto se è lui a palesarvela, in questo modo vuole fare pena al vostro spirito materno di crocerossina. Il vittimismo è uno degli strumenti dell’uomo manipolatore, quando non riesce a raggiungere con fermezza il suo scopo cerca di fare pena e scopre un piccolo pezzo di umanità. Utilizzando il vittimismo conosce bene qual’è il limite e scopre solo alcune delle sue lacune affettive o delle sue paure, quelle già rodate che possono portare ad un avvicinamento. Per poi utilizzare il metodo del bastone-carota. Un po’ di spago allenta il guinzaglio per poi tirare e soffocare la preda.

 

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Volete davvero essere una preda?

Se rispondete sì è perché la sua influenza vi sta ingannando più del dovuto, non è un fattore positivo quello di sentirsi come bamboline per lui, permettendogli di fare di vuoi ciò che vuole e volete. Parlo al plurale perché vivere implica prendere delle decisioni. Così facendo, scegli di dare la tua libertà ad un’altra persona che non conosci neppure bene ma solo superficialmente, per quello che lui vuole mostrarti, ovvero mai il suo vero volto.

Così ogni tanto navigo in rete e leggo status del tipo: “non diventare ciò che ti hanno fatto” oppure “non elemosinare amore a chi non ti merita“. Mi viene da sorridere, condivido io stessa questi pensieri sulla mia bacheca. Saranno banalità ma se iniziamo a pensare (anche solo a pensare) di metterle in pratica non è così facile come sembra. Eliminiamo da noi stesse tutte quelle paure che ci possono indebolire. Come: ansia, timore, umiliazione. Rendiamoci consapevoli del nostro valore concreto, svincolandoci dal pensiero diffamatorio di persone come queste, vogliono solo metterci davanti una visione di noi stesse che non siamo noi. Conosciamo il nostro valore, crediamoci per prime e poi sarà la nostra energia positiva a parlare per noi e il karma darà alla ruota la sua spinta.

Non possiamo aspettare tutta la vita di spingere la ruota perché quando girerà non ce ne importerà più niente, avremo solo accumulato energie negative che attireranno, per il processo dell’attrazione, altre energie negative. Visualizziamo la luce in fondo al tunnel in cui ci siamo buttate a capofitto perché stanche di qualcosa o qualcuno che ci andava stretto. Arrivate nella luce troverete il bengodi, cibo per la mente e le energie positive di cui parlavo prima. Sacrificare un rapporto che ci fa male è un piccolo passo per godere della soddisfazione della rinascita emotiva.

Come debelliamo un uomo manipolatore dalla nostra vita?

Con lo studio di noi stesse, cercando di cambiare la prospettiva in cui guardiamo, smettendo di monitorare le sue azioni, di controllare se guarda le tue stories o il suo ultimo accesso su whatsapp. Come faccio a sapere che lo fai o che lo hai fatto? Semplicemente perché non siamo tutti così diversi come pensiamo. Snaturiamo l’illusione di poter cambiare qualcuno o di stravolgere le carte di un manipolatore seriale. Per queste persone tu non puoi esserne la salvezza, perché sono per natura diffidenti. Possono salvarsi? Certo: da soli. Come puoi salvarti tu? da sola.

 

 

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Elisabetta Bertolini

The author Elisabetta Bertolini

Nata a Cremona nel 1987, Elisabetta Carlotta Bertolini è una blogger e influencer appassionata e fantasiosa, sempre attenta alle ultime tendenze della moda. Diplomata al liceo artistico, alterna la sua vita da blogger fashionista a quella di dolce mamma della piccola Gaia. Il suo blog nasce nel 2013, esattamente il 27 marzo, e in soli due anni si afferma come uno dei più seguiti a livello nazionale e internazionale.

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