Addio “biciclettona” mezza scassata. Forse ai ladri avranno fatto gola le pellicole sui copri ruota che ti davano una parvenza di “nuovo” ma nuova non eri. Anche se tenevi botta. Ogni tanto il manubrio usciva dall’asse mentre pedalavo ma io sapevo come limitare i danni. Il papon Diego ti aveva aggiustata mille volte. Ti ricordi quando mise il manubrio al contrario ma neppure quello ci fermò da andare dove dovevamo?
Quante corse abbiamo fatto insieme. A volte molto appesantiti: in due o in tre passeggeri; a volte anche con la spesa. Hai fatto da capofila alle bici dei piccoli che ti superavano, ti scoppiava spesso la camera d’aria in estate col caldo e mi lasciavi a piedi senza avvisare.
Ricordo ancora quando volevo cambiarti e invece ti ho portata a casa da Pozzaglio a Cremona (pedalando con una microfrattura al piede) e sei così arrivata nella nuova casa dove dovevi restare.
A quei maledetti che si sono introdotti di notte nel garage per prenderti e separarci dico solo che vai trattata con i guanti perché sei speciale.
Grazie di tutto, continua la tua strada anche se separata dalla mia.