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Erwin Panofsky definisce Michelangelo Buonarroti il neoplatonista per eccellenza, in quanto aveva fatto di questa nuova corrente filosofica un vero e proprio stile di vita e lo dimostrano alcune sue opere in cui una spiccata coscienza di amore platonico lascia trasparire gli stati d’animo dell’artista. Per Panofsky, il Buonarroti adottò il neoplatonismo nella sua totalità come giustificazione di se stesso per l’amore verso il giovane Tommaso Cavallieri e l’amiciza nei confronti di Vittoria Colonna. In un’interpretazione della vita umana dalla forma irreale di un’esistenza deviata e tormentosa come la vita nell’Ade.

NEOPLATONISMO MICHELANGIOLESCO E L’AMORE PLATONICO

Erwin Panofsky nei sui studi sul neoplatonismo di Marsilio Ficino analizza come case Histoy Michelangelo Buonarroti e lo definisce l’unico platonico genuino. Ma l’artista era davvero in armonia con lo scontento verso se stesso e l’universo?

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Ritratto del nobiluomo Tommaso Cavallieri ritratto dal Buonarroti e conservato presso il Museo Bonnat in Francia

Cronologicamente parlando siamo all’incirca nel terzo decennio del Cinquecento, analizziamo insieme alcuni bozzetti di stampo neoplatonico realizzati da Michelangelo:

IL RATTO DI GANIMEDE:

Ganimede, principe troiano, il mortale più bello di tutti viene rapito da Zeus sotto forma di aquila per diventare il coppiere degli dei. Di lui erano innamorati anche Eos la dea greca dell’alba, Minosse il Re di Creta e Tentalo il Re della Frigia. Questo schizzo Michelangelo lo realizza per Tommaso Cavallieri di 30 anni più giovane per il quale nutriva “un’amicizia speciale” ed è espressione del suo senso di inferiorità nei confronti del nobiluomo. Assieme a “La punizione di Tizio” il “Ratto di Ganimede” rappresenta la visione dell’artista sul tema “Amor sacro e profano“.

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LA PUNIZIONE DI TIZIO:

Quando si dice mangiarsi il fegato si intende essere in preda alle proprie passioni senza via d’uscita. In questa visione neoplatonica di Michelangelo, in un disegno per Tommaso Cavallieri, vediamo la punizione di Tizio. Legato ad una roccia e attaccato da un avvoltoio perché aveva tentato di stuprare la madre di Apollo. 

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IL BACCANALE DEI PUTTI:

Il baccanale dei putti, con a sinistra Pan e a destra Sileo preso di mira dai  bambini è interamente privo di tensione erotica perché rappresenta per Michelangelo la sfera vegetativa, al di sotto della dignità. Rappresenta alcuni bambini che portano un cervo morto, un  altro gruppo prepara il calderone per bruciare un porcellino e un altro ancora si trastulla attorno ad una tinozza. Nell’angolo a sinistra il Dio Pan nutre un bimbo mentre un altro gli gioca in grembo. Nell’angolo in basso a destra quattro bambini si prendono gioco di Sileo. In origine le scene dei baccanali si associavano alla lussuria ma tale interpretazione risulterebbe troppo moralista 

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LA CADUTA DI FETONTE:

La caduta di Fetonte, altro bozzetto per il caro amico Tommaso Cavallieri è un’altro esempio di punizione divina per chi è incapace di controllare i propri sensi e la propria immaginazione. Fetonte/Michelangelo perisce incendiato dal fuoco stesso della sua passione. Come racconta la leggenda mitologica, Fetonte era figlio del Dio Apollo in continuo tormento al padre per poter guidare il carro del sole. Di fatto perse il controllo dei cavalli di fuoco e Zeus dovette distruggere il carro uccidendolo  con un fulmine, per evitare che distruggesse l’intera superficie terrestre.

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I SAETTATORI:

Arcieri senza arco” o saettatori, altro bozzetto con intrise ideologie neoplatoniche, rappresenta il desiderio naturale di pura urgenza non ancora diretto dalla ragione. L’omissione delle armi nonostante le frecce siano andate a segno rappresenta una forza aldilà della loro volontà. Per Pico della Mirandola (accademia Neoplatonica di Marilio Ficino 1433/99) si tratta di un desiderio conscio e inconscio. 

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IL SOGNO:

“Il sogno” è fatto di visioni oniriche sulla simbologia dei sette peccati (superbia, accidia, lussuria, ira, avarizia, invidia, gola) e sulla mente umana chiamata indietro dai vizi come se ripatriasse dopo un lungo viaggio. Si tratta di un‘allegoria morale lievemente tinta di metafisica neoplatonica. Nel disegno di Michelangelo un giovane si appoggia a una sfera, simbolo di instabilità, caratterizzata come un globo terrestre. Mente umana tra vita terrena e celeste dove l’angelo scende a mo’ d’ispirazione a distrarla disperdendo i sogni malvagi.

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NEOPLATONISMO DI MARSILIO FICINO IN POCHE PAROLE

Non bastano poche parole per riassumere il discorso sul Neplatonismo e vi invito a leggere, se ancora non lo avete fatto, il libro di Erwin Panofsky: “Studi di iconologia – I temi umanistici nell’arte del rinascimento” a tratti articolato per chi non ha già una buona base filosofica ma molto interessante soprattutto se volete approfondire gli studi artistici in larga scala. Io l’ho letto in occasione di un esame universitario di Storia dell’arte Moderna e ho trovato interessante approfondire certe tematiche in maniera un po’ più complessa rispetto al programma del liceo; effettivamente più approssimativo.

Il neoplatonismo di Marsilio Ficino è una sintesi tra Platone e cristianesimo. Il filosofo fiorentino del XV secolo Marsilio Ficino fondatore dell’Accademia Platonica Fiorentina contribuì a rinnovare l’interesse per il pensiero di Platone e dei neoplatonici. Assieme a lui condividevano la filosofia di Platone e dei Platonici (Plotino, Proclo, Porfirio etc) diversi eruditi del tempo come Lorenzo del Medici; il cui padre Cosimo donò Villa Carreggi come sede dell’accademia. Altri nomi noti già studiati in letteratura italiana sono: Cristoforo Landino (commentatore di Virgilio, Orazio e Dante), Pico della Mirandola, Francesco Cattani da Diacceto e Angelo Poliziano.

La nuova filosofia Neoplatonica enfatizzava l’importanza dell’anima e della sua ascesa verso Dio non solo attraverso contemplazione e meditazione ma con un triplice compito ficiniano. I cui obiettivi primari erano

  • Rendere accessibili i documenti originali del Platonismo, tradotti in latino e con glosse.
  • Coordinare la massa di informazioni iniettando un significato nuovo all’intera eredità culturale dell’epoca.
  • Armonizzare tale sistema con la religione cristiana.

Ficino cercò così di conciliare il pensiero platonico con la teologia cristiana, creando una gerarchia ontologica che collega il mondo materiale e spirituale. Il suo neoplatonismo influenzò profondamente la cultura e la filosofia del Rinascimento, lasciando un’impronta duratura sulla storia del pensiero occidentale nonchè nello stile artistico del tempo con esponenti di spicco come Tiziano e Michelangelo.

Le differenze della teoria artistica messa in pratica nelle realtà fiorentine e veneziane ha sfumature ben distinte. Mentre l’arte fiorentina si basa sul disegno, sulla saldezza plastica e sulla struttra tettonica e ne è il massimo esempio il David di Michelangelo. L’arte veneziana si fonda su colore e atmosfera nonché sulla ricchezza pittorica, l’armonia musicale di cui ne sono esempio di espressione i quadri delle veneri sdraiate.

 

 

 

 

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