FILE_MEMORIA_2200: Estratto dal diario di Gaia.M (Anno 2026) – Lettura obbligatoria
Facciamo un salto temporale al 2200 e immaginiamo di essere dei ragazzini di terza elementare che stanno frequentando la lezione di storia forse in modalità smart, forse usando un trasmettitore neurale.
Questo è un estratto dal “Libro delle Memorie Individuali”, un testo scolastico del 2200 che utilizza i diari personali per spiegare agli studenti come i grandi eventi geopolitici venissero percepiti nell’intimità delle case. Quella che segue è la ricostruzione della pagina di diario di Gaia, scritta tra il 1° e il 2 marzo 2026.
Anno 2200 – lezione di storia, sincronizzate i vostri trasmettitori neurali la prof sta per connettersi e oggi analizzeremo una pagina del diario di Gaia M.

Diario di Gaia, 13 anni e mezzo – Marzo 2026
“C’è un silenzio fuori che fa paura, sembra ricalcare quel marzo in cui è morto il nonno, l’inizo della pandemia. Sono passati quasi novant’anni e me lo ricordo ancora bene l’inizio del 2020, ero piccola, ma ricordo il vuoto che ha lasciato il Covid e come la mamma piangeva in silenzio e si attuavano le prime restrizioni della mobilità. Di lì a breve si sarebbero chiuse le scuole per mesi e noi inconsciamente saremmo stati spettatori di una storia che si stava scrivendo sotto i nostri occhi. Testimoni di un capitolo di cui scrivono ancora adesso sui libri di storia. Oggi quel silenzio è diverso. È quella calma elettrica che senti prima che scoppi un temporale che non ti permette di tornare a casa.
[Nota dello storico: In quel periodo si svolgeva come ogni anno un festival della musica italiana, si chiamava Sanremo come la città in cui si svolgeva la manifestazione e creava un discreto clamore mediatico. Negli ultimi anni si era perso l’interesse E il colpo di grazia arrivò dalla tecnologia. Con la nascita dell’IA Generale (AGI) nel 2029, il concetto di “gara canora” divenne obsoleto.
Gli utenti iniziarono a generare le proprie canzoni perfette, modellate sui propri gusti ed emozioni in tempo reale, rendendo la fruizione passiva di una gara televisiva un retaggio del passato.]
Ma torniamo a Gaia:
“Quest’anno è iniziato male, come se il mondo avesse deciso di prendersela con noi ragazzi. Prima la strage di Crans Montana, con tutti quei ragazzi che non sono più tornati a scuola. Hanno riaperto il caso di Garlasco probabilmente per distrarci da qualcosa di più grosso ed incombente. I femminicidi continuano ma forse in termini di leggi si sta muovendo qualcosa. Io e la mamma ascoltiamo i podcast di attualità e la storia del piccolo Domenico, quel bambino con il cuore “bruciato” mi fa sentire un nodo in gola ogni volta che ci penso. Mi chiedo spesso se sia questo il mondo in cui devo scegliere il liceo. La mamma dice che studiare storia all’università serve proprio a questo, a non dimenticare la bellezza quando fuori tutto diventa nero, ma stasera anche lei sembrava smarrita tra i suoi libri e lo schermo del computer.
Ieri sera sembrava tutto normale. Papà era sul divano a guardare Juventus-Roma, imprecando per un fallo, mentre i miei fratellini giocavano sul tappeto. Io cercavo di concentrarmi sui compiti per le medie, ma continuavo a distrarmi con la musica di Kid Yugi e a scrollare video TikTok sul cellulare. Poi, all’improvviso, la realtà è esplosa. Prima la notizia del leader iraniano ucciso a Teheran, poi quelle immagini assurde di Dubai: sciami di droni neri che oscuravano il cielo sopra i grattacieli che avevamo visto solo nei documentari. In poche ore hanno cancellato più di cinquemila voli. È come se avessero spento il cielo.
Oggi siamo andati dai nonni paterni. Persone con la terza media, nate in un’Italia rurale. Rappresentano la generazione del “fare”, che ha costruito il benessere materiale senza accesso all’istruzione superiore. Loro vivono ancora in quel mondo di terra e fatica, lo stesso dei loro genitori che avevano fatto la guerra. Uno status abbastanza generalizzato, tante sono le persone che non capiscono bene cosa siano i droni o le AGI, ma hanno gli occhi di chi ha già visto la fame. Li guardo e penso a quanto siamo diversi: loro sono fatti di radici e pietre, noi siamo fatti di pixel e paura.
Mentre scrivo queste righe, so che domani non sarà un lunedì normale. La mamma dice che siamo dentro la storia, ma io vorrei solo che la storia ci lasciasse in pace, che ci lasciasse essere solo dei ragazzi che devono decidere che scuola fare l’anno prossimo. Invece, siamo qui a contare i missili che solcano il cielo di Cipro e a guardare le rivolte di Karachi sul web, sperando che quel 1939 non sia davvero il nostro specchio.”

Nota dello Storico (Anno 2200): Gaia sopravvisse a quella “Domenica Nera” e attraversò il secolo della Transizione, spegnendosi nel 2110 all’età di 98 anni. La sua testimonianza, unita ai documenti digitali della madre, è oggi fondamentale per comprendere il collasso emotivo dell’era pre-integrata. I suoi nipoti, nati nel benessere della stabilità globale, leggono queste righe per ricordare che la pace non è un’ovvietà, ma un equilibrio fragilissimo che i loro antenati dovettero ricostruire dalle ceneri di un mondo che bruciava.




