Oggi, voglio condividere con voi qualcosa di molto intimo e personale.
Ho sempre scritto, per sentirmi meno sola. Perché mia madre mi ha, fin fa piccola, insegnato che mettendo nero su bianco le proprie emozioni potesse aiutare ad alleggerire il cuore. Mio padre ha conservato per una vita i miei scritti; li ha rilegati in un raccoglitore e quando abbiamo svuotato il suo appartamento, l’ho trovato nel suo studio.
Ho un disturbo dell’alimentazione, non mi vergogno a dirlo perché è una parte di me che mi ha accompagnata nelle varie fasi della mia vita. Ci vuole coraggio per ammetterlo, io credo di averlo maturato nel tempo anche incassando delle sconfitte; sentendomi additare quando a parlare al posto mio era il mio fantasma interiore. Come un nemico invisibile ha diretto i miei pensieri costringendomi a diventare la peggiore versione di me stessa. Ho deciso che non voglio più essere quella persona; ma voglio al tempo stesso ricordare ogni cosa. Io sono quella che sono, oggi, perché sono stata quella bambina, quella ragazza, quella donna fino a ieri. Finché non ho deciso di dire basta.
Non voglio ricominciare da capo, voglio essere consapevole di quanto può distruggere questa malattia invisibile. Perché se con la mia storia, il mio dolore, i miei sacrifici potrò aiutare anche una sola persona, nulla sarà stato vano.

IL MIO PRIMO AMORE – scrivevo questo testo nel lontano 2004.
(Chiedo scusa in anticipo per l’uso scorretto della D eufonica, ma non ho voluto apportare modifiche al testo.)
Sei ancora una bambina ma inizi a guardarti attorno. Mamma e papà hanno caratteri estetici diversi ma insieme sembrano una cosa sola. Le loro labbra si sfiorano ogni tanto, come quelle degli attori alla TV. Le favole ti insegnano che ogni principe accompagna una principessa. E che il cattivo non rovina le storie d’amore. Ti guardi attorno, hai sei anni, osservi immagini e illustrazioni, le favole d’amore sono belle.
Cresci poi, frequenti la scuola. I bambini che ti circondano sono piccoli uomini, piccoli principi che un giorno diventeranno grandi, forse tra di loro c’è l’eroe della tua fiaba.
Ti scambi opinioni con le amiche negli spogliatoi di scuola, vi osservate a vicenda e parlate dei bei ragazzi. Ma sei troppo bruttina e hai qualche brufolo per piacere al ragazzo che all’uscita si ferma davanti al cancello. Aspetta l’autobus, vorresti parlargli ma ti vergogni troppo, lui non ti capirebbe. Sei grassottella e pensi che nessuno ti guarderà mai, che il tuo principe non arriverà, che le tue labbra screpolate un po’ per il freddo e un po’ perché te le mordicchi quando sei nervosa non toccheranno mai le sue e le sue braccia non potranno toccare i tuoi fianchi imperfetti, non succederà mai. Perché non sei la più bella della scuola, perché non hai le credenziali per piacergli, perché sei te stessa.
E allora cambi, perché ti piace, perché vuoi stupirlo. Tagli i capelli, ti fai la piega. E’ il tuo uomo, è lui, lo senti. Lo scrivi ogni sera sul tuo diario, ammetti di volerlo baciare, di volerlo abbracciare, di sentirlo tuo ma di non essere ricambiata.
Ti metti a dieta, speri di entrare un giorno nei pantaloni della tua amica bella, magra e con il seno sodo, con un bel sedere e con i capelli biondi.
Tu invece sei mora, timida ma cerchi di mascherare la tua vita dietro ad un velo che è tanto sottile e non riesce neppure a difenderti dai quotidiani insulti degli amici: DI QUELLI CHE PENSI AMICI
Entri in classe e tutti i tuoi compagni ti squadrano da capo a piedi e ti chiamano ‘Gozzilla’, quante volte hai abbassato la testa per non gridare e non avere una crisi di nervi. Quante volte ti ha pizzicato il naso mentre loro ridevano di te, tarchiata e scialba, sempre nei soliti due paia di jeans, sgualciti e rotti in mezzo alle cosce. Che la nonna ti rammenda ogni santo mese ma che per il troppo grasso si sgualciscono e si strappano sempre. Eppure ti permetti di guardarlo, ti ingelosisci se scherza con le magre ma sei contenta che non ti guarderà mai. Perché per vederti per quello che sei è meglio che continui ad ignorarti.
Nella tua camera la sera piangi e ti disperi, hai mangiato una torta intera dopo cena, perché sai che lui non sarà mai tuo e perché cerchi sostegno nel cibo. Ormai sei obesa e nelle favole invece le protagoniste sono belle, longilinee e con i vestiti di una dea.
Alla recita della scuola tu sei una comparsa. Mettono in atto la favola che vorresti fosse della tua vita. Lui è stato scelto per fare il principe ma chi sceglierebbe una ‘cicciona’ per fare la principessa. Chi vorrebbe te al suo fianco?
E, da dietro le quinte, alla fine di tutto, lui sorride alla tua migliore amica che tu segui nella speranza ostinata di diventare come lei un giorno.
Inizia ad uscire con lei, si mettono insieme e tu la invidi e mentre loro sono abbracciati ai giardini, In centro, Tu ti senti un’isola deserta, da sola, perché le loro labbra si stanno sfiorando e le tue ingozzando. Perché a volte è meglio un bigné al cioccolato che la delusione di essere derisa ed umiliata dal ragazzo che più ami al mondo.
Sei certa che non ne troverai mai un altro.
Dimagrisci, hai l’UOMO più bello del mondo ai tuoi piedi ma in certi momenti ancora ci pensi. Che lui era tutto, che lo conoscevi bene, ma che non ti sei mai azzardata ad andargli vicino. Lo vedi ogni tanto in città ma non ti riconosce, ti saluta, ma non sa che tu sei quella che un tempo ha provato tutto in una volta il sentimento più forte del mondo per lui, senza essere mai stata ricambiata. L’hai amato, ed il primo amore non si scorda mai!




