Diciamoci la verità: stasera, dovendo scegliere tra un manuale di letteratura del Settecento e una puntata di Temptation Island con tanto di falò di confronto e video nel pinnettu, il 99% delle persone sceglierebbe il trash senza pensarci due volte. E sapete cosa? Nessuno vi giudica! Men che meno io!
Ma il problema non siamo noi, è come ci hanno sempre raccontato le cose. Siamo stati abituati a immaginare i grandi autori del passato come statue di marmo intoccabili, perfette e lontanissime dalla nostra realtà. Eppure, se provi a scavare appena sotto la superficie dei libri di testo, scopri che la vera differenza nel divulgare la cultura la fanno le parole e il modo in cui le si usa: basta cambiare prospettiva per trovare un mondo che sembra una serie TV fatta di ego smisurati, faide pubbliche a mezzo stampa, problemi di soldi, nevrosi quotidiane e retroscena assurdi.
È esattamente da questo pensiero — e dalla sfida di creare un format leggero, divertente e alla portata di tutti — che è nato il mio nuovo progetto: A Glossa Libera, il podcast che porta la letteratura e le scienze umanistiche fuori dalle aule accademiche e le fa scendere in strada.
Che cos’è “A Glossa Libera”?
Il termine glossa, nei manoscritti antichi, era quel commento, quella nota di chiarimento che gli studiosi scrivevano a margine del testo principale per spiegarne il significato.
Con A Glossa Libera, ho voluto prendere quell’idea e ribaltarla in chiave pop: ogni episodio è una “nota a margine” libera, scanzonata e accessibile, dedicata a un pezzo della nostra storia culturale.
Niente lezioni cattedratiche, niente paroloni incomprensibili: solo racconti curiosi, indagini storiche e quei dettagli “dietro le quinte” che a scuola non ti hanno mai raccontato.
Tre motivi per cui ti piacerà (anche se odiavi l’italiano a scuola):
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I grandi autori erano umani (e spesso disastrosi): Scoprirai che i drammaturghi del Settecento facevano dissing molto prima dei rapper moderni e che gli amanuensi medievali si lasciavano sfoghi e lamentele scritti a margine delle pergamene.
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Pillole rapide e dritte al punto: Episodi dinamici di 15-20 minuti, perfetti da ascoltare mentre guidi, fai aperitivo, sei sui mezzi o ti alleni.
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Rigore storico, ma con ironia: Le fonti sono vere e curate, ma il tono è quello di una chiacchierata informale tra amici.
PREMI PLAY: Ascolta il podcast direttamente da qui!
Vuoi fare un test subito? Qui sotto trovi il lettore con tutti gli episodi pubblicati finora. Puoi ascoltarli direttamente dal blog senza dover aprire altre app:
Di cosa parliamo nelle prime puntate?
Se non sai da dove cominciare, ti consiglio due tappe perfette per entrare nel mood dello show:
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Il drama teatrale tra Goldoni e Gozzi: Una faida veneziana fatta di insulti, satira, frecciate velenose e tifoserie da stadio nella Venezia del ‘700. Altro che gossip moderno!
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I segreti della Paleografia Latina: Come si fa a leggere una scrittura di mille anni fa senza impazzire? Un viaggio tra codici segreti, abbreviazioni pigre degli scrittori medievali e indagini da veri detective storici.
Dove puoi ascoltarlo e come sostenere il progetto
Il podcast è completamente gratuito ed è disponibile su tutte le principali piattaforme di ascolto. Puoi cercarlo e salvatelo tra i preferiti su:
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Se il progetto ti piace e vuoi aiutarmi a farlo crescere, la cosa più bella che puoi fare è semplice: ascolta una puntata, lascia un segui sulla tua app di podcast preferita e mandalo a quell’amico/a che ama le curiosità storiche o che ha bisogno di fare pace con la letteratura!






I really resonate with your thoughts on how classical culture doesn’t have to be dull—it’s all about the perspective we bring! Your exploration of Glossa Libera as a bridge to making these topics more accessible feels spot-on. I remember feeling overwhelmed by classic literature until I discovered ways to engage with it through interactive mediums, like the fnaf . It taught me that cultural narratives can be both fun and enriching, connecting past wisdom with present-day experiences. It’s a reminder that learning can—and should—be adventurous! How do you think modern media influences our appreciation for such timeless subjects?